Torino. Assemblea popolare No Tav No Trivelle
Mercoledì 20 gennaio ore 21
sala di Corso Francesco Ferrucci, 65 - Torino
A
Torino e in Val Susa stanno cercando di imporre i sondaggi per il TAV.
Il Tav – Treno ad alta velocità - è un opera inutile, dannosa,
distruttiva.
Un’opera
che ha già devastato mezza Italia. Ovunque inquinamento del suolo,
rumore insopportabile, perdita di fonti idriche, distruzione
irreversibile dell’ambiente, case abbattute, città spezzate in due da
muraglioni.
Ogni chilometro di linea TAV costruita in Italia è costato la vita ad un lavoratore.
Una
montagna di soldi pubblici sono stati sottratti ai treni per chi
lavora, alle scuole per i nostri figli, ad una sanità decente per
tutti. Ha guadagnato chi costruisce – la lobby del cemento e del
tondino, amici e destra come s sinistra, abbiamo perso noi tutti.
In
molti credono che il TAV Torino-Lyon sia solo un affare valsusino ma si
sbagliano: l’impatto dell’opera e dei cantieri che sarà fortissimo
ovunque.
Con
il nuovo tracciato il Tav attraverserà la città, taglierà in due la
tangenziale, demolirà case. Ci aspettano decenni di cantieri e di
disagi, per far guadagnare i soliti noti. Gli stessi che hanno
distrutto le falde acquifere per fare le gallerie Tav in Mugello, gli
stessi della eterna Salerno/Reggio Calabria, gli stessi che all’Aquila
hanno costruito un ospedale, nuovo, “antisismico”, che si è
polverizzato alla prima scossa di terremoto.
Cagnardi,
l’architetto che ha preparato il progetto per Torino, ha chiamato
“birillo” una casa ad otto piani sul percorso del Tav in città. Che
fine fanno i birilli lo sanno anche i bambini. Nei tanti “birilli” che
il Tav incontrerà sulla sua strada, ci abitano uomini, donne e bambini,
gente che magari ha fatto fatica a mettere insieme i soldi per una casa
che verrà espropriata a basso costo. Gli altri, quelli cui la casa non
la tireranno giù, il Tav se lo vedranno (e sentiranno) sfrecciare sotto
il naso.
La
retorica di chi vuole l’opera ad ogni costo è piena di due parole
ripetute ossessivamente perché entrino nelle teste di ciascuno di noi.
Le
parole sono progresso e collegamento con l’Europa: l’immagine è quella
della piccola Italia schiacciata dietro la catena alpina, mentre fuori
corrono veloci treni e autostrade: camion e vagoni pieni di biscotti,
caramelle e copertoni che vanno in Francia mentre dalla Francia
arrivano biscotti, caramelle e copertoni e in entrambe le direzioni
viaggiano le merci prodotte con il sudore e il sangue dei lavoratori
dell’Asia e dei mille sud di un mondo dove la globalizzazione della
miseria va di pari passo con la globalizzazione delle merci.
Ma a noi, alla nostra vita, serve tutto questo?
I
dati, confermati anche dai tecnici governativi, dicono di no. Una linea
che collega Torino alla Francia c’è già ed è sotto utilizzata: ogni
giorno ci passano 78 treni e ne potrebbero passare 210 prima che la
linea si saturi e il faraonico scalo intermodale di Orbassano è
utilizzato ad 1/3 della sua potenzialità perché non ci sono merci da
trasportare.
Sulla
Torino Lione i privati non hanno investito un euro, ma i costruttori si
preparano ad incassarne milioni. Soldi pubblici, presi dalle nostre
tasche.
Nel 2005 le barricate hanno fermato il Tav: i politici gli hanno riaperto la strada.
Fermarli è possibile. Anche a Torino.
Contro chi devasta il territorio e saccheggia le risorse
Per la vita, la libertà, il futuro di tutti
Presidio torinese No Tav Stazione di Collegno
No Tav Autogestione – Torino
Osservatorio Ecologico - Torino
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