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SOLIDARIETA ALLA RADIO E AGLI ARRESTATI
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26.02.2010

SOLIDARIETA ALLA RADIO E AGLI ARRESTATI

COMUNICATO DI SOLIDARIETA'

Martedì 23 febbraio un’operazione di polizia e digos ha portato all’arresto di 6 compagni torinesi (3 incarcerati e 3 agli arresti domiciliari) ed alla perquisizione di numerose abitazioni. Inoltre è stata perquisita e bloccata per circa un’ora l’emittente radiofonica Radio Blackout, unica voce d’espressione libera nell’etere torinese. Sono stati sequestrati computer, agende e telefoni cellulari. Il tutto alla faccia della libertà d’espressione.

Di cosa stiamo parlando?

Di un’inchiesta guidata dal PM Padalino (noto razzista che chiedeva l’obbligatorietà delle impronte digitali per gli/le immigrati/e) supervisionata dal procuratore generale Giancarlo Caselli, che colpisce duramente le attività della ormai disciolta Assemblea Antirazzista Torinese che ha condotto negli ultimi anni una lotta determinata contro i centri d’identificazione ed espulsione (CIE ex CPT) e contro tutte quelle espressioni xenofobe e razzista che infestano il panorama locale (Lega Nord, partiti neofascisti e collaboratori interni ed esterni dei CIE).

E’ evidente che è un’inchiesta fondata sul nulla. Tutte le azioni (tra le quali la più grave sembra essere aver gettato un po’ di sterco sulle tovaglie di un noto ristorante torinese) sono state rivendicate e sono state effettuate alla luce del sole, e tutte legate da uno spirito antirazzista che dovrebbe essere condiviso senza se e senza ma.

Radio Blackout, sotto sfratto (il suo contratto di locazione scade il 31 marzo), viene colpita perché considerata “complice” di tale progetto. In realtà la si vuole zittire perché megafono di tutte le lotte che si stanno portando avanti. Perché è l’unica che dà voce a chi non trova spazio nei mass media di regime.

E’ evidente l’escalation della repressione.

In Val Susa si bastona senza pietà. Virano e soci non hanno alcuna intenzione di mollare l’osso. Giornali e televisione continuano a falsificare la realtà della lotta NOTAV, raccontando palle incredibili, sminuendo l’impegno e l’unione di tanti, anche diversi tra loro. A Torino si colpisce chi lotta contro il razzismo di stato e chi lo rende pubblico.

Esprimiamo quindi tutta la nostra solidarietà ai compagni detenuti, a quelli ai domiciliari, ai perquisiti, alla radio ed a Simone e Marinella mandati all’ospedale da chi sta imponendo con la forza un’opera inutile che non porta da nessuna parte.

 

GIU’ LE MANI DALLA VALSUSA

 

GIU’ LE MANI DA RADIO BLACKOUT

 

LIBERTA’ PER GLI ARRESTATI

 

A SARA’ DURA!

 

 

Pinerolesi contro il TAV e tutte le nocività

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