SOLIDARIETA ALLA RADIO E AGLI ARRESTATI
COMUNICATO DI SOLIDARIETA'
Martedì
23 febbraio un’operazione di polizia e digos ha portato all’arresto di
6 compagni torinesi (3 incarcerati e 3 agli arresti domiciliari) ed
alla perquisizione di numerose abitazioni. Inoltre è stata perquisita e
bloccata per circa un’ora l’emittente radiofonica Radio Blackout, unica
voce d’espressione libera nell’etere torinese. Sono stati sequestrati
computer, agende e telefoni cellulari. Il tutto alla faccia della
libertà d’espressione.
Di cosa stiamo parlando?
Di
un’inchiesta guidata dal PM Padalino (noto razzista che chiedeva
l’obbligatorietà delle impronte digitali per gli/le immigrati/e)
supervisionata dal procuratore generale Giancarlo Caselli, che colpisce
duramente le attività della ormai disciolta Assemblea Antirazzista
Torinese che ha condotto negli ultimi anni una lotta determinata contro
i centri d’identificazione ed espulsione (CIE ex CPT) e contro tutte
quelle espressioni xenofobe e razzista che infestano il panorama locale
(Lega Nord, partiti neofascisti e collaboratori interni ed esterni dei
CIE).
E’
evidente che è un’inchiesta fondata sul nulla. Tutte le azioni (tra le
quali la più grave sembra essere aver gettato un po’ di sterco sulle
tovaglie di un noto ristorante torinese) sono state rivendicate e sono
state effettuate alla luce del sole, e tutte legate da uno spirito
antirazzista che dovrebbe essere condiviso senza se e senza ma.
Radio
Blackout, sotto sfratto (il suo contratto di locazione scade il 31
marzo), viene colpita perché considerata “complice” di tale progetto.
In realtà la si vuole zittire perché megafono di tutte le lotte che si
stanno portando avanti. Perché è l’unica che dà voce a chi non trova
spazio nei mass media di regime.
E’ evidente l’escalation della repressione.
In
Val Susa si bastona senza pietà. Virano e soci non hanno alcuna
intenzione di mollare l’osso. Giornali e televisione continuano a
falsificare la realtà della lotta NOTAV, raccontando palle incredibili,
sminuendo l’impegno e l’unione di tanti, anche diversi tra loro. A
Torino si colpisce chi lotta contro il razzismo di stato e chi lo rende
pubblico.
Esprimiamo
quindi tutta la nostra solidarietà ai compagni detenuti, a quelli ai
domiciliari, ai perquisiti, alla radio ed a Simone e Marinella mandati
all’ospedale da chi sta imponendo con la forza un’opera inutile che non
porta da nessuna parte.
GIU’ LE MANI DALLA VALSUSA
GIU’ LE MANI DA RADIO BLACKOUT
LIBERTA’ PER GLI ARRESTATI
A SARA’ DURA!
Pinerolesi contro il TAV e tutte le nocività

