Milano - Corelli in subbuglio
In seguito al rifiuto dei funzionari di polizia di concedere l'incontro, la protesta è le3tteralmente divampata all'interno del centro; prima con forti percosse contro le porte poi dando fuoco a lenzuola e cartone (il fuoco è durato più di un'ora e mezza), infine scardinando alcune porte (quelle che impediscono loro di uscire all'aperto durante le ore notturne). Tutte le sezioni del CIE, compresa quella femnminile, sono state coinvolte dalla protesta, mentre contemporaneamente all'esterno prendeva corpo una lunga battitura a sostegno della lotta.
La polizia ha scelto di non intervenire, come invece era avvenuto in altre occasioni.
Dopo oltre tre ore, mentre giungeva notizia che lo sciopero era cominciato anche a Torino, il presidio si è sciolto con l'impegno di continuare a preseguire, nei prossimi giorni, l'obiettivo di incontrare i detenuti, continuando a dare loro voce.
Rinnoviamo l'invito a prendere contatto col comitato e a dare la propria disponibilità per organizzare al meglio le inizaitive di solidarietà e la presenza presso il centro
In allegato il volantino distribuito oggi
I detenuti di Corelli rispondono con la lotta al decreto sicurezza
Non lasciamoli soli!
Il "pacchetto sicurezza" è entrato
definitivamente in vigore l’8 agosto e i suoi effetti cominciano da
subito a farsi sentire. Nonostante sia evidente che molti nodi restano
da sciogliere (per esempio sulla regolarizzazione delle badanti, così
come sulla costituzione delle ronde), le forze dell’ordine lavorano a
pieno ritmo con arresti e deportazioni un po’ ovunque.
Di fronte a questa situazione, e nella
prospettiva di trascorrere ben sei mesi dentro quei moderni lager che
vanno sotto il nome di CIE (ex-CPT), i detenuti di via Corelli tornano
ad esprimere la loro protesta collettiva. Nei giorni scorsi molti
detenuti sono entrati in sciopero della fame (e, per tre giorni, anche
della sete) dando un segnale di lotta che è stato raccolto prima da
Ponte Galeria (Roma) e poi da Gradisca (Gorizia).
Non è certo la prima volta che i CIE/CPT
si infiammano di fronte alle condizioni di vita disumane, alle angherie
compiute da poliziotti e degli operatori della Croce Rossa, ma
soprattutto di fronte ad una immotivata e inaccettabile negazione della
propria libertà.
Ma c’è una novità che va salutata e
segnalata con forza: i detenuti finalmente cominciano ad essere in
grado organizzarsi politicamente, lanciando appelli decisi
collettivamente, traducendoli in più lingue e gestendo direttamente il
rapporto con i mass-media (a questo indirizzo internet puoi ascoltare
le interviste: www.macerie.org).
A noi, a tutti gli antirazzisti paladini
della libertà e della giustizia, non resta che amplificare la loro voce
e impegnarci a fondo per non lasciarli soli a combattere una battaglia
che ci riguarda tutti.
Raccogliamo l’appello alla mobilitazione
dei detenuti dando loro un sostegno concreto, rafforzando la presenza
sotto il CIE di via Corelli. In particolare è importante far arrivare
bevande direttamente al CIE, dato che l’acqua gli viene praticamente
negata dai cosiddetti “operatori umanitari” della CRI ed è disponibile
solo a pagamento
Tutti gli interessati sono invitati a prendere contatto con il comitato per la consegna collettiva delle bevande
Comitato antirazzista milanese
Tel: 366.1624136

