27.08.2009
Gorizia - Un lucchetto in meno a Gradisca
Ancora un tentativo di evasione del Cie di
Gradisca: fallito, ancora una una volta. La notte scorsa un gruppetto
di detenuti è riuscito a far saltare il lucchetto della propria
camerata per poi allargare uno dei molti buchi rimasti nella struttura
dal giorno della rivolta e dai tentativi di evasione precedenti. Sono
stati beccatti sul fatto, purtroppo, e rimessi sotto chiave. Non si
placa, insomma, la tensione dentro al Centro gestito dal consorzio
Connecting People, e il permanere del regime di isolamento imposto ai
detenuti da quasi tre settimane non fa che esasperare ulteriormente gli
animi.
(Visto che ci siamo, vi alleghiamo una spassosa lettera scritta nel novembre scorso dal Consiglio di amministrazione del consorzio che gestisce il Centro nella quale rivendicava il merito della “scomparsa - drastica - delle rivolte interne alla struttura”… Tra i firmatari, notate il nome del torinese Mauro Maurino, presidente del consorzio Kairòs)
I soprusi e le vessazioni quotidiane nel Cie di Gradisca d’Isonzo, dove i reclusi sono in isolamento da quasi tre settimane: le irruzioni della polizia mentre i detenuti sono chini per le preghiere del Ramadan, le violenze contro i malati, gli abusi di psicofarmaci, la latitanza dei medici, la qualità del cibo, la scarsità dell’acqua, l’abbandono e l’incertezza per il proprio futuro, gli operatori sottomessi e complici con la polizia… “Siamo violentati, qua. Siamo violentati e nessuno ci dà una mano.”
Ascoltate il lungo sfogo di un recluso su http://www.autistici.org/macerie/
(Gli operatori che ignorano le richieste dei reclusi e che voltano la testa di fronte alle violenze della polizia a Gradisca d’Isonzo sono dipendenti del consorzio Connecting People, che riunisce altri 11 consorzi di Cooperative sociali sparse in varie regioni italiane. Connecting People ha le mani in pasta a vario titolo anche nei Cie di Bari, Brindisi, Trapani ed Elmas, ha dimostrato molto interesse anche per quello di Torino ed è molto ben piazzata anche nella gestione di Cda e Cara. Dopo l’ultima strage nel Mediterraneo ha riunito il proprio Consiglio di Amministrazione per esprimere riprovazione e lutto per l’accaduto: il settore produttivo del quale sono leader funziona a combustibile umano ed ogni morto in mare è un corpo in meno da gestire e sul quale fare affari)
(Visto che ci siamo, vi alleghiamo una spassosa lettera scritta nel novembre scorso dal Consiglio di amministrazione del consorzio che gestisce il Centro nella quale rivendicava il merito della “scomparsa - drastica - delle rivolte interne alla struttura”… Tra i firmatari, notate il nome del torinese Mauro Maurino, presidente del consorzio Kairòs)
I soprusi e le vessazioni quotidiane nel Cie di Gradisca d’Isonzo, dove i reclusi sono in isolamento da quasi tre settimane: le irruzioni della polizia mentre i detenuti sono chini per le preghiere del Ramadan, le violenze contro i malati, gli abusi di psicofarmaci, la latitanza dei medici, la qualità del cibo, la scarsità dell’acqua, l’abbandono e l’incertezza per il proprio futuro, gli operatori sottomessi e complici con la polizia… “Siamo violentati, qua. Siamo violentati e nessuno ci dà una mano.”
Ascoltate il lungo sfogo di un recluso su http://www.autistici.org/macerie/
(Gli operatori che ignorano le richieste dei reclusi e che voltano la testa di fronte alle violenze della polizia a Gradisca d’Isonzo sono dipendenti del consorzio Connecting People, che riunisce altri 11 consorzi di Cooperative sociali sparse in varie regioni italiane. Connecting People ha le mani in pasta a vario titolo anche nei Cie di Bari, Brindisi, Trapani ed Elmas, ha dimostrato molto interesse anche per quello di Torino ed è molto ben piazzata anche nella gestione di Cda e Cara. Dopo l’ultima strage nel Mediterraneo ha riunito il proprio Consiglio di Amministrazione per esprimere riprovazione e lutto per l’accaduto: il settore produttivo del quale sono leader funziona a combustibile umano ed ogni morto in mare è un corpo in meno da gestire e sul quale fare affari)

