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Fat: 2 Giorni antimilitarista a Torino
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23.10.2009

Fat: 2 Giorni antimilitarista a Torino

Nessuna pace per chi fa guerra!

 

Il 28 e 29 ottobre si svolgerà a Torino – all’Oval Lingotto – una mostra/mercato dell’industria aerospaziale di guerra, l’“Aerospace and defence meeting”, che Camera di Commercio, Regione, Provincia e Comune di Torino, sponsorizzano.

Una montagna di soldi pubblici al servizio di produzioni di morte. Le industrie piemontesi – Alenia, Microtecnica, Fiat Avio – giocano un ruolo di primo piano.

La mostra di Torino è la vetrina di una bottega molto grossa. Il nostro paese è tra i primi al mondo tra i produttori e commercianti di armamenti. Lo scorso anno l’export made in Italy ha segnato cifre da record.

Oltre tre miliardi di euro di nuovi contratti, il 29% rispetto al 2007. Armi consegnate per 1,8 miliardi di euro: 500 milioni in più. E poi ci sono i 2,7 miliardi di euro delle coproduzioni.

La lista dei clienti mostra bene a cosa servano i giocattolini prodotti e venduti nel nostro paese. In prima fila paesi in guerra o che non amano distinguersi troppo nella salvaguardia di libertà e vita di chi vive sotto il loro controllo.

Quasi tutti sono impegnati in conflitti aperti o latenti al di fuori dei loro confini o attuano violente politiche repressive contro minoranze ed oppositori politici.

In cima alla classifica del made in Italy della guerra ci sono tre aziende del gruppo Finmeccanica: AgustaWestland (1.535 milioni) Alenia Aeronautica (279), Oto Melara (185); Fincantieri (163); Simmel Difesa (161); Fiat IVECO (116); Selex Sistemi Integrati (99); Galileo Avionica (44); Avio (42); Microtecnica e Selex Communications (39).

 

La spesa militare aumenta ogni anno. I tagli nei servizi hanno finanziato l’acquisto di nuove armi. Con i soldi di uno solo dei cento cacciabombardieri F35 acquistati dal governo si pagherebbero tante cose utili alla vita di noi tutti, non armi per ammazzare qualcuno dall’altra parte del mondo. Come la bambina che quelli della Folgore hanno ucciso lo scorso maggio in Afganistan.

Anche il bilancio della difesa è in costante aumento. Negli ultimi tre anni soldati in strada, missioni all’estero, finanziamento per nuovi sistemi d’arma hanno assorbito una montagna di soldi. Li abbiamo pagati tutti noi di tasca nostra. L’Italia ha il record del costo più alto per i cittadini, ben 689 dollari a testa. La spesa militare complessiva si aggira intorno ai 24 miliardi di euro. Cifre da capogiro.

Provate a immaginare… cosa si potrebbe fare con quei 689 dollari. Immaginate la scuola dei vostri figli, l’assistenza per gli anziani, i treni dei pendolari…

 

A Torino da oltre un anno l’esercito pattuglia le strade. La chiamano sicurezza ma ha il sapore agre di un’occupazione militare. I protagonisti sono i medesimi della Somalia, dell’Iraq e dell’Afganistan. Quelli delle torture, delle ambulanze mitragliate, dei civili bombardati. I militari nelle città costano a noi tutti 62 milioni di euro l’anno.

Anche questa è guerra, guerra interna. Nel mirino sono gli immigrati, i rom, i senza casa, chi si ribella ad un ordine sociale feroce.

La propaganda della paura, che ci vorrebbe nemici dei più poveri, degli ultimi arrivati costruisce il consenso intorno alla barbarie bellica. Stiamo sempre peggio, tra lavori precari e in nero, senza tutele e senza sicurezza, ma ci convinciamo che i nemici siano quelli che stanno peggio di noi, non i padroni che ogni giorno lucrano sulla nostra vita. Bisogna rompere la propaganda di guerra, costruendo ponti solidali tra gli oppressi e gli sfruttati. Un lavoro quotidiano, difficile, concreto.

E altrettanto concreta deve essere la lotta a chi la guerra la prepara, la finanzia, la alimenta, la fa.

Per fermare la guerra non basta un no. Occorre incepparne i meccanismi, partendo dalle nostre città, dal territorio in cui viviamo, dove ci sono caserme, basi militari, aeroporti, fabbriche d’armi, uomini armati che pattugliano le strade.

 

Sabato 24 e domenica 25 ottobre

Sala di

Corso Francesco Ferrucci, 65

10138 Torino


Meeting Antimilitarista

Nessuna pace per chi fa guerra!

 

Sabato 24 ottobre ore 14

L’Italia in guerra: le missioni militari all’“estero” i professionisti delle armi e quelli dell’umanitario. Interventi di Marco Rossi, autore di “Afganistan senza pace”, Stefano Capello, autore di “Oltre il giardino”.

La guerra in casa. Dai militari nelle strade alle ronde. Interventi di Maria Matteo e Simone Bisacca, autori di “Sicuri da Morire”.

ore 20 cena

ore 21,30

Il canzoniere antimilitarista di Alessio Lega e Rocco Marchi

 

Domenica 25 ottobre ore 10

Basi militari e movimenti di opposizione popolare

Interventi di: Domenico Argirò/Valter Bovolenta No F35; Stefano Raspa del Comitato Unitario contro Aviano 2000; compagni della lotta No Dal Molin, dell’assemblea antimilitarista contro la base di Matterello e contro la militarizzazione in Sardegna

Presentazione dell’opuscolo dell’Assemblea Anarchica Antimilitarista “Non lasciare in pace chi fa guerra.

Per resistere alla guerra: assemblea

 

Pranzo

 

Ore 15

L’industria bellica tra stato e mercato. Intervento di Tiziano Antonelli.

Fabbriche d’armi/banche armate/lotte per la riconversione

Interventi di:

Alberto Perino, protagonista della lotta per la riconversione delle Officine Moncenisio di Condove, Massimo Zucchetti - Politecnico di Torino e Scienziati contro la guerra.

 

28 e 29 ottobre…


No alla mostra/mercato dell’industria aerospaziale bellica!

No all’aerospace and defence meeting!

Facciamo in modo che i mercanti di morte non abbiano una buona accoglienza!

Nessuna pace per chi fa guerra!

 

Per info e contatti:

Federazione Anarchica Torinese – FAI

fai_to@inrete.it

338 6594361