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Comunicato sullo sciopero di Marco Camenisch
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15.09.2007

Comunicato sullo sciopero di Marco Camenisch

tratto da
http://ch.indymedia.org/it/2007/09/52407.shtml
comunicato in italiano sullo sciopero di Marco Camenish

Dal 16 al 29/9/07 voglio contribuire, come prigioniero rivoluzionario
verde anarchico, con unÂ’altra iniziativa simbolica (sciopero della
fame) alla mobilitazione internazionale in solidarietà con i
rivoluzionari anarchici José e Gabriel provenienti dallo Stato
spagnolo e con tutte/i le/i prigioniere/i in lotta del 29 settembre
davanti alle galere a Rheinbach ed Aachen in Germania, voglio
riconfermare la mia solidarietà con tutte/i le/i prigioniere/i in
lotta ed anzitutto con le/i prigioniere/i rivoluzionari/e e con tutta
la gente che R/esiste. Maggiori info sullÂ’iniziativa in Germania e sui
processi e sulle lotte in carcere dei suddetti compagni dovrebbero
essere reperibili sul sito www.escapeintorebellion.info.
Ovviamente quest’iniziativa é parte della lotta socialrivoluzionaria
internazionalista oltre ogni differenza di tendenza contro un
terrorismo repressivo sempre più acuto, assassino, spettacolare e
bugiardo (come la campagna contro la RAF in Germania). È anche una
lotta comune tra dentro e fuori per la liberazione delle prigioniere
rivoluzionarie e dei prigionieri rivoluzionari, delle/dei
prigioniere/i malate/i, con detenzione lunga, delle bambine e dei
bambini (per esempio palestinesi) e delle donne in galera, contro
lÂ’isolamento e la tortura. Vuol dire anche lotta contro la pena di
morte, poiché tutto, come anche la galera, la detenzione, l’esclusione
e la persecuzione (per esempio in Svizzera la politica dellÂ’abolizione
delle persone straniere e dellÂ’asilo, politica di forte natura
nazifascista e razzista) sono vere e proprie forme istituzionalizzate
di tortura, pena di morte e stragiste del terrorismo di Stato come
parte della guerra imperialista generalizzata verso lÂ’interno e
lÂ’esterno.
Questa lotta ovviamente può essere concepita solo come i primi passi
verso lÂ’abolizione di tutte le galere, dÂ’ogni dominio e sfruttamento,
e deve essere rivoluzionaria e radicale, mentre i singoli riferimenti
a questi passi ed obiettivi parziali sono di natura riformista, come
lo è anche il riferimento parziale alle “conquiste” delle lotte dal
basso e della civilizzazione, come per esempio le costituzioni, i
diritti dellÂ’uomo, il pacifismoÂ… Se poi costituiscono riferimento
devono in ogni modo essere considerati mezzi, metodi ed obiettivi
puramente tattici e non strategici. Impegnarsi, per es., per i
“diritti” dell’uomo ed altri “diritti” nei termini di lotte ed
obiettivi strategici, significa di non avere nemmeno letto bene questi
“regolamenti” della civilizzazione e del capitale, poiché già solo i
loro primi e più importanti punti come „il diritto alla vita“ o „il
divieto del lavoro coatto“ si rivelano a priori, con le loro
eccezioni, vale a dire niente più diritto alla vita in caso
d’insurrezione o evasione della persona detenuta e niente più divieto
di lavoro coatto per i “rei condannati”, come strumenti esangui di
legittimazione del dominio e dello sfruttamento sempre a disposizione
di ogni opportunismo ed arbitrarietà dei potenti e padroni di turno.
In questa lotta dobbiamo anche sempre ed urgentemente affrontare
criticamente la questione fondamentale della civilizzazione
rappresentata dalla ferrea unità indissolubile tra guerra, tecnologia
e sfruttamento. Quest’unità con tutte le sue espressioni ed i suoi
mezzi come il terrorismo, lo Stato, lÂ’autoritarismo, il colonialismo,
lÂ’imperialismo, il controllo, il patriarcato, lÂ’antropocentrismo, il
sessismo, il razzismo, ecc., può essere contrastato, dissolto ed
infine abolito solo nel suo insieme. Perché solo così é possibile
fermare la distruzione capillare e complessiva della vita, delle basi
della vita e dellÂ’intero pianeta da lei causata, e di creare lo spazio
per la sopravvivenza, la vita e la ricostruzione di società umane che
non sono caratterizzate in modo indelebile e basilare dallÂ’oppressione
e dallo sfruttamento. Processi e situazioni, che ci spacciano come
“progresso” ed anche noi ce li confondiamo spesso e massicciamente con
„emancipazione“. Ma tutte le espressioni ed ogni processo della
civilizzazione e della tecnologia sono al massimo emancipazione
apparente e sempre e in ogni caso, con evidenza sempre più forte e
brutale solo coazione, coazione al conformismo, allÂ’inabilitazione,
alla dipendenza ed al controllo. È la via verso la distruzione
generalizzata e totale del pianeta, vale a dire lÂ’autodistruzione!
Non dimentichiamo mai quello che i padroni vogliono continuamente farci
dimenticare:
Potere sulla vita altrui, su altre vite e sulla natura é schiavitù e
dominio!
Libertà è potere su se stesse/i e noi ed ogni altro essere abbiamo
ricevuto il dono originale di una vita impavida, indomabile e
selvaggia!
L’unico modo per riconquistarci la libertà é di lottare per la libertà
di tutti gli esseri!!!

marco camenisch, settembre 07, dal cristiano, sociale e democratico
lager per i lavori forzati conforme ai diritti dell’uomo Pöschwitz,
Regensdorf, Svizzera