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COMUNICATO DI SOLIDARIETA’ Sugli arresti e perquisizioni del 23/02/2010
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27.02.2010

COMUNICATO DI SOLIDARIETA’ Sugli arresti e perquisizioni del 23/02/2010

Nonostante le accuse insignificanti martedì 23 febbraio è stata tolta la libertà a 3 persone incarcerate e 3 sono agli arresti domiciliari. Appartengono all'area definita anarco-insurrezionalista.

Ha firmato il mandato il Pm Padalino già noto per la bella proposta di rilevare obbligatoriamente le impronte digitali degli immigrati. 24 perquisizioni sono state eseguite nel nord Italia oltre che a Torino. Anche a casa di Simone il ragazzo cui gli sbirri hanno spaccato la testa a Susa la scorsa settimana. Lui non c'era, perchè era ancora in ospedale. Una situazione che da sola può spiegare che cos'è uno stato di polizia.

Un' operazione di questo genere si scopre subito come un avvertimento o meglio un'intimidazione nascosta – neanche troppo – sotto gli orpelli della legge, usata come al solito come un randello.

C'è una grande fame di “lavoro” nutrita dalle torme di sbirri sfaccendati che infestano l'Italia (il paese con più sbirri rispetto ai cittadini, in Europa) e da gennaio pullulano a Torino, cintura e Valsusa. Da qui l'insorgente necessità, in mancanza di reati, di creare crimine. Perchè per lo sbirro creare crimine = creare lavoro.

Il tutto appoggiato dai politici di destra e di sinistra che condividono la libidine per l'ossessione securitaria portatrice di voti. E così ci troviamo in una città dove il Sindaco – Podestà fa a gara per apparire più fascista dei fascisti: promotore di ronde, nemico giurato delle occupazioni, ultras del Tav. Divulgatori dell'ossessione securitaria dietro cui si nasconde il saccheggio delle pensioni e degli stipendi oltre che della libertà che se ne va in fumo nell'indifferenza generale, i media asserviti si impegnano a fondo a sostegno di sbirri, magistrati e politici, a mentire, a censurare le notizie sgradite al potere e ad enfatizzare ed infiocchettare le veline di questura e carabinieri ed i mandati dei procuratori.

In realtà le azioni di cui sono accusati i detenuti rientrano nell'ambito delle performances fatte apertamente, ormai tradizionali da più di 20 anni a Torino. E sarebbero passibili tutt'al più di contravvenzioni.

Ma sotto l'attacco diretto ad alcune persone private della libertà, vittime sacrificali di un progetto più ampio, si delinea un attacco più profondo che lo Stato della dittatura mediatica sta portando su più fronti per eliminare l'unica radio libera dell'etere torinese: Radio 2000 BlackOut, una voce che nonostante la banda limitata (solo Torino e cintura) raggiunge migliaia di persone tutti i giorni raccontando quello che non si deve sapere e che i media tacciono o dissimulano. La cronaca, minuto per minuto, della perdita di libertà di un intero popolo, in nome della democrazia e dello sviluppo.

E così, se ridicole sono le accuse nei confronti dei detenuti del 23 febbraio, di cui auspichiamo l'immediata liberazione, completamente gratuita e pretestuosa, risulta la perquisizione svolta da ingenti “forze dell'ordine” a Radio BlackOut. Il pretesto è che fra gli arrestati vi sono alcuni redattori della radio. E così vengono sequestrati computer, cellulari, registrazioni e agende.

Ma soprattutto VENGONO INTERROTTE – SIMBOLICAMENTE – PER UN'ORA LE TRASMISSIONI DELLA RADIO.

Un fatto gravissimo. Emerge così il VERO PROGRAMMA DEL POTERE PER RADIO BLACKOUT: CHIUDERLE LA BOCCA.

Un'azione condotta congiuntamente e con le stesse modalità degli arresti: UNA PURA INTIMIDAZIONE, per far capire come diventa dura la vita per chi osa mettersi contro i programmi del potere anche solo nell'etere.

Un'intimidazione DA USARE MEDIATICAMENTE per presentare una radio in preda agli estremisti più esagitati.

Una criminalizzazione artificiale che cade a fagiolo a 35 giorni dalla decadenza del contratto d'affitto dell'emittente (31 marzo). Una pezza d'appoggio per Chiamparino che può corroborare fumosi motivi di sfratto con atti giudiziari che parlano – quasi – di un'associazione sovversiva.

Siamo di fronte ad un ATTACCO SFRONTATO ALLA LIBERTA' INDIVIDUALE, calpestata con noncuranza attraverso questi arresti “regalati”.

Siamo di fronte ad un CLAMOROSO ATTACCO ALLA LIBERTA' D'INFORMAZIONE con lo stupro – durato solo un'ora – di Radio BlackOut.

Le incarcerazioni gratuite sono possibili solo là dove si è persa la nozione elementare di libertà individuale e vigono i rapporti di forza. Una dittatura democratica, appunto.

Lo spegnimento arbitrario di un'emittente nel corso di una perquisizione, sta a significare che qualcuno può permetterselo impunemente alla faccia della libertà d'informazione e naturalmente delle sue stesse leggi. Questa entità impunita è lo Stato. Lo Stato italiano.

Non illudiamoci.

LA LIBERTA' TOLTA A QUALCUNO E' TOLTA A TUTTI

LA LIBERTA' D'INFORMAZIONE NEGATA VUOL DIRE DITTATURA

 

LIBERTA' IMMEDIATA PER GLI ARRESTATI

LIBERTA' D'INFORMAZIONE PER RADIO BLACKOUT

ASCOLTA RADIO BLACKOUT 105.250 FM

 

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