30.11.2009
Collegno (TO). Senza Misericordia: punto info contro i CIE
Mercoledì 2 dicembre al mercato di corso Francia a Collegno - quartiere S.
Maria - intorno al civico 150 di corso Francia - punto info sui CIE -
Centri di Identificazione ed Espulsione e chi, come le Misericordie, li
gestisce.
Dalle 10 alle 13.
Di seguito il volantino che sarà distribuito in piazza.
Quante Misericordie?
Misericordia è il nome di una virtù cristiana: la capacità di sentire col
cuore la miseria altrui.
Misericordia, anticamente, era anche il soprannome di una corta spada che
i preti, dopo le battaglie, usavano per dare la morte ai feriti rimasti
agonizzanti sui campi di battaglia.
Misericordia è, infine, il nome di una Confraternita, nata a Firenze nel
`200, che da allora si è moltiplicata fino a contare oggi più di `600 sedi
dislocate in tutta Italia.
L´ambigua confusione, nella stessa parola, tra velleità d´amore per il
prossimo e fatale ferocia, si riflette oggi nell´operato di questa
Confraternita, che tra le attività svolte ha scelto anche di gestire ex-CPT
(ora CIE, Centri di Identificazione ed Espulsione), tra i quali Lampedusa,
Crotone, Modena e Bologna.
In Emilia Romagna ha il monopolio dei campi in cui viene forzatamente
concentrata un´umanità varia per provenienza e vicende personali, ma
accomunata da una legge ingiusta, che punisce il solo fatto di non essere
in regola col permesso di soggiorno e che dal luglio scorso - con l´entrata
in vigore del Pacchetto Sicurezza - ha prolungato fino a 6 mesi la
detenzione degli immigrati irregolari.
Il signor Daniele Giovanardi (no, non è un caso di omonimia, si tratta
proprio del fratello gemello dell´ex-ministro) è il Presidente della
Misericordia di Modena. Non solo, dirige anche il Policlinico locale.
Dev´essere ciò cui ha sempre aspirato, dato che nel 2002, quando era a capo
della Croce Rossa della città e questa perse l´appalto per il CPT, ci mise
poco a passare sul "carro del vincitore"… Fu la Misericordia a vincere
quell´appalto, a prezzo di forti tagli sul personale e della riduzione
dell´assistenza medica nel campo (da 24 a 8 ore al giorno), ma di certo
Giovanardi e i suoi devono averne beneficiato non poco, dato che la
convenzione con lo Stato per il CIE di Modena ammonta ad almeno 1 milione
di euro l´anno (ma il dato, fermo al 2004, potrebbe essere cresciuto) e per
quello di Bologna a 1milione 600mila euro. Il misericordioso gemello dice
che il modello emiliano è tanto perfetto da poter essere esportabile, e che
i suoi campi vantano servizi "che i nostri anziani si sognano…" Già,
peccato che nei CIE sia molto difficile entrare, se si vuole documentarne
lo stato, e impossibile uscirne se vi si è reclusi… Peccato che dentro i
CIE, negli ultimi mesi, il disperato malessere degli uomini e delle donne
esploda in rivolte sempre più frequenti…peccato che girino inquietanti voci
sulla somministrazione incontrollata di psicofarmaci (la procura di Bologna
stessa aprì un´inchiesta, tempo fa), peccato che i suicidi, tentati o
riusciti, si moltiplichino quasi inascoltati. Nell´ottobre 2009 persino il
COISP, il sindacato di Polizia, ha denunciato l´emergenza sanitaria e il
sovraffollamento al CIE di Crotone, ma i confratelli della Misericordia
locale hanno negato l´innegabile. Giovanardi ha persino detto che senza i
suoi CIE donne clandestine incinte non saprebbero dove andare a partorire
(Ma Maria non aveva partorito in una grotta, con un bue e un asinello?..)
La realtà però è un´altra: che qualcuna, sopraffatta dall´angoscia, non ce
la fa, e si ammazza, come Nabruka Nimuni, morta impiccata la scorsa
primavera, la notte prima del rimpatrio forzato, a 49 anni, molti passati
in Italia, in un altro Cie, a Roma. La verità, signor Giovanardi, è che non
c´è alcuna differenza tra Modena, Ponte Galeria (Roma), Milano (Via
Corelli), Torino (Corso Brunelleschi) e tutti gli altri Cie. In ognuno
finisce gente senza permesso di soggiorno, perché in questo paese il
diritto a risiedervi legalmente è legato ad un posto di lavoro in regola,
ma lavoro non ce n´è, e se c´è è quasi sempre in nero. Allora potrebbe
capitare anche a noi, disoccupati, lavoratori al nero, mal pagati, se solo
fossimo stranieri: l´unica colpa che i CIE puniscono non è una colpa, basta
non essere italiani.
E prendersi il diritto a sperare in una vita migliore, provando a
circolare liberamente come quelle merci di cui il nostro capitalismo
riempie il mondo, e non c´è frontiera che tenga. Basta essere nati nel
posto "sbagliato". La verità è che chi scappa dalla miseria (che Giovanardi
e suoi dicono di sentire col cuore), sempre più spesso trova l´altra parte,
di quel nome, una lama fatale, che affonda nella vita, imprigionandola,
bloccandola, umiliandola, fino al punto di non ritorno.
Non basta la pietà, né il dissenso privato: alziamo la voce, e facciamo
loro sapere che di Misericordia non ne vogliamo più.
No a tutti i CIE! Chi li gestisce è complice di dolore, privazioni,
ingiustizie, sevizie, violenze.
Per info e contatti:
Resistere al razzismo
mail: noracism@inventati.org
Maria - intorno al civico 150 di corso Francia - punto info sui CIE -
Centri di Identificazione ed Espulsione e chi, come le Misericordie, li
gestisce.
Dalle 10 alle 13.
Di seguito il volantino che sarà distribuito in piazza.
Quante Misericordie?
Misericordia è il nome di una virtù cristiana: la capacità di sentire col
cuore la miseria altrui.
Misericordia, anticamente, era anche il soprannome di una corta spada che
i preti, dopo le battaglie, usavano per dare la morte ai feriti rimasti
agonizzanti sui campi di battaglia.
Misericordia è, infine, il nome di una Confraternita, nata a Firenze nel
`200, che da allora si è moltiplicata fino a contare oggi più di `600 sedi
dislocate in tutta Italia.
L´ambigua confusione, nella stessa parola, tra velleità d´amore per il
prossimo e fatale ferocia, si riflette oggi nell´operato di questa
Confraternita, che tra le attività svolte ha scelto anche di gestire ex-CPT
(ora CIE, Centri di Identificazione ed Espulsione), tra i quali Lampedusa,
Crotone, Modena e Bologna.
In Emilia Romagna ha il monopolio dei campi in cui viene forzatamente
concentrata un´umanità varia per provenienza e vicende personali, ma
accomunata da una legge ingiusta, che punisce il solo fatto di non essere
in regola col permesso di soggiorno e che dal luglio scorso - con l´entrata
in vigore del Pacchetto Sicurezza - ha prolungato fino a 6 mesi la
detenzione degli immigrati irregolari.
Il signor Daniele Giovanardi (no, non è un caso di omonimia, si tratta
proprio del fratello gemello dell´ex-ministro) è il Presidente della
Misericordia di Modena. Non solo, dirige anche il Policlinico locale.
Dev´essere ciò cui ha sempre aspirato, dato che nel 2002, quando era a capo
della Croce Rossa della città e questa perse l´appalto per il CPT, ci mise
poco a passare sul "carro del vincitore"… Fu la Misericordia a vincere
quell´appalto, a prezzo di forti tagli sul personale e della riduzione
dell´assistenza medica nel campo (da 24 a 8 ore al giorno), ma di certo
Giovanardi e i suoi devono averne beneficiato non poco, dato che la
convenzione con lo Stato per il CIE di Modena ammonta ad almeno 1 milione
di euro l´anno (ma il dato, fermo al 2004, potrebbe essere cresciuto) e per
quello di Bologna a 1milione 600mila euro. Il misericordioso gemello dice
che il modello emiliano è tanto perfetto da poter essere esportabile, e che
i suoi campi vantano servizi "che i nostri anziani si sognano…" Già,
peccato che nei CIE sia molto difficile entrare, se si vuole documentarne
lo stato, e impossibile uscirne se vi si è reclusi… Peccato che dentro i
CIE, negli ultimi mesi, il disperato malessere degli uomini e delle donne
esploda in rivolte sempre più frequenti…peccato che girino inquietanti voci
sulla somministrazione incontrollata di psicofarmaci (la procura di Bologna
stessa aprì un´inchiesta, tempo fa), peccato che i suicidi, tentati o
riusciti, si moltiplichino quasi inascoltati. Nell´ottobre 2009 persino il
COISP, il sindacato di Polizia, ha denunciato l´emergenza sanitaria e il
sovraffollamento al CIE di Crotone, ma i confratelli della Misericordia
locale hanno negato l´innegabile. Giovanardi ha persino detto che senza i
suoi CIE donne clandestine incinte non saprebbero dove andare a partorire
(Ma Maria non aveva partorito in una grotta, con un bue e un asinello?..)
La realtà però è un´altra: che qualcuna, sopraffatta dall´angoscia, non ce
la fa, e si ammazza, come Nabruka Nimuni, morta impiccata la scorsa
primavera, la notte prima del rimpatrio forzato, a 49 anni, molti passati
in Italia, in un altro Cie, a Roma. La verità, signor Giovanardi, è che non
c´è alcuna differenza tra Modena, Ponte Galeria (Roma), Milano (Via
Corelli), Torino (Corso Brunelleschi) e tutti gli altri Cie. In ognuno
finisce gente senza permesso di soggiorno, perché in questo paese il
diritto a risiedervi legalmente è legato ad un posto di lavoro in regola,
ma lavoro non ce n´è, e se c´è è quasi sempre in nero. Allora potrebbe
capitare anche a noi, disoccupati, lavoratori al nero, mal pagati, se solo
fossimo stranieri: l´unica colpa che i CIE puniscono non è una colpa, basta
non essere italiani.
E prendersi il diritto a sperare in una vita migliore, provando a
circolare liberamente come quelle merci di cui il nostro capitalismo
riempie il mondo, e non c´è frontiera che tenga. Basta essere nati nel
posto "sbagliato". La verità è che chi scappa dalla miseria (che Giovanardi
e suoi dicono di sentire col cuore), sempre più spesso trova l´altra parte,
di quel nome, una lama fatale, che affonda nella vita, imprigionandola,
bloccandola, umiliandola, fino al punto di non ritorno.
Non basta la pietà, né il dissenso privato: alziamo la voce, e facciamo
loro sapere che di Misericordia non ne vogliamo più.
No a tutti i CIE! Chi li gestisce è complice di dolore, privazioni,
ingiustizie, sevizie, violenze.
Per info e contatti:
Resistere al razzismo
mail: noracism@inventati.org

